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Come riciclare la CO2?

Ormai lo sanno tutti: la CO2 è il nostro nemico. In termini di cambiamento climatico, almeno, possiamo dire con certezza che le emissioni di biossido di carbonio siano uno dei prodotti più deleteri della civiltà umana sul pianeta. Rispetto a questo fenomeno abbiamo due problemi: il primo, che è quello più spesso affrontato nelle grandi risoluzioni internazionali come il New Green Deal Europeo, riguarda il modo di ridurre tali emissioni, rendendo i processi industriali più sostenibili, il secondo è cosa fare con la CO2 che abbiamo già immesso nell'atmosfera. Come per tutti i rifiuti, negli ultimi anni si è sperimentato con la possibilità di riciclare la CO2 per diversi usi. In qualche caso la si reintegra nella produzione di combustibili o materiali edili, in altri la si scompone nelle sue parti, ovvero ossigeno e monossido di carbonio, con un processo chiamato elettrolisi a ossido solido.

 

 

È possibile riciclare la CO2 per produrre ossigeno?

Dall'anidride carbonica si può dunque estrarre ossigeno? Sì: le piante lo fanno regolarmente e ora anche alcuni dispositivi di fabbricazione umana ci riescono, in misura ridotta. E mentre l'ossigeno può essere immesso nell'atmosfera, il monossido di carbonio si può impiegare in molti importanti processi chimici, come per esempio nella produzione di alcuni farmaci. Economia circolare, riutilizzo delle risorse e sostenibilità, fra l'altro, sono alcuni degli argomenti centrali di GECO, una delle più grandi fiere su questo tema, che è un'iniziativa tutta italiana e si svolge su una piattaforma interamente virtuale.

 

Perché non ricicliamo tutta l'anidride carbonica che produciamo?

Prima di tutto perché qualsiasi processo industriale, compresa l'elettrolisi a ossido solido, produce emissioni di un qualche tipo, dannose per l'ambiente. E, in secondo luogo, perché le grandi quantità di monossido di carbonio che si verrebbero a generare andrebbero gestite con estrema cura. Il monossido di carbonio, infatti, è altamente tossico e pericoloso per gli esseri umani e, se disperso nell'atmosfera, contribuisce al cambiamento climatico. C'è poi il discorso delle apparecchiature necessarie per questo processo. La ricerca su questo tipo di tecnologia è ancora relativamente poco avanzata, il che vuol dire che ci vogliono celle relativamente grandi per convertire piccolissime quantità di CO2 in volumi ancor più ridotti di ossigeno.

 

Aria fresca su Marte?

Uno degli usi più promettenti di questa tecnologia, al momento, lo vediamo nel prototipo di MOXIE, un dispositivo che è stato montato sul veicolo “Perseverance”, atterrato su Marte, per condurre parte delle ricerche sulla possibile abitabilità del pianeta. L'atmosfera di Marte non è compatibile con la vita come noi la conosciamo, poiché è composta per la maggior parte da CO2. L'idea è quella di filtrarla per trasformarla in ossigeno, permettendo così a eventuali astronauti di sopravvivere sul pianeta rosso. Al momento, con ogni ora di funzionamento di MOXIE si ottengono circa 10 minuti di aria respirabile per un essere umano. Ancora, evidentemente, la ricerca ha molta strada da percorrere, per rendere più respirabile l'aria non solo su Marte, ma anche sul nostro pianeta.

Scritto il 04-11-2021

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